Tutto o quasi quello che un tumore puo’ fare senza licenza di uccidere, perché ad ucciderlo sara’ la tortura della scrittura di questo libro salvagente da gonfiare in caso di bisogno.

Candidature: molte, tutte interessanti, “diciotto millimetri di indifferenza ” non resta indifferente alla seduzione mediatica di sedere in prima fila al concorso “cercasi editore che non sia un millantatore  ” caratteristiche : sara’ un pater familias di una famiglia allargata, quella dei lettori portatori sani di bosoni morti ancora prima di nascere, uccisi dalla poesia e dall’immaginazione  dell’autrice ..

 

Adozione andata a buon fine, un buon padre di famiglia e cioè un editore si prenderà cura dei “diciotto millimetri di indifferenza” che potrebbero mutare in “sofferenza”  e successivamente in “penitenza”.

 

 

Dopo di lui, il bosone o per meglio dire tumore , o ancora particella che vuole essere riconsiderata da Dio, sarà un diluvio di parole a decidere la sua sorte , il suo declino e la sua rottamazione blindato nella formalina.

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